Decreto Fiscale 2019

Analisi del decreto fiscale 2019

L’art. 1 del D.L. n. 119/2018 consente ai contribuenti di definire i processi verbali di constatazione consegnati entro il 24 ottobre 2018 effettuando un’apposita dichiarazione e versando la sola imposta autoliquidata, senza sanzioni o interessi. La disposizione si applica anche all’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) e delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE). E’ consentita la rateazione per un massimo di venti rate trimestrali.
L’art. 2 consente ai contribuenti di definire con modalità agevolata gli avvisi di accertamento, di rettifica e di liquidazione, gli atti di recupero, gli inviti al contraddittorio e gli accertamenti con adesione notificati entro il 24 ottobre 2018, mediante pagamento delle sole imposte dovute, senza sanzioni, interessi e somme accessorie. Anche in questo caso è possibile un massimo di venti rate trimestrali.
L’art. 3 reca la disciplina della definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017. Analogamente alle precedenti rottamazioni, il debitore beneficia dell’abbattimento delle sanzioni, degli interessi di mora e delle sanzioni e somme aggiuntive. E’ consentito il pagamento in un’unica soluzione o la rateizzazione, con un massimo di dieci rate semestrali.
L’art. 4 dispone l’annullamento automatico dei debiti tributari di importo residuo, al 24 ottobre 2018, fino a mille euro risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.
L’art. 5 estende la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione a quelli concernenti i dazi doganali, i contributi provenienti dall’imposizione di diritti alla produzione dello zucchero nonché all’IVA sulle importazioni.
L’art. 6 consente di definire con modalità agevolate le controversie tributarie pendenti, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, aventi ad oggetto atti impositivi quali avvisi di accertamento, provvedimenti di irrogazione delle sanzioni e ogni altro atto di imposizione. L’importo da versare corrisponde al valore della controversia, ovvero al 50 per cento in caso di soccombenza dell’Erario in primo grado o al 20 per cento in caso di soccombenza dell’Erario in secondo grado.
L’art. 7 consente alle società e alle associazioni sportive dilettantistiche, iscritte nel Registro CONI, di avvalersi della definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento prevista dall’articolo 2, della definizione agevolata delle liti pendenti di cui all’articolo 6, nonché della dichiarazione integrativa speciale regolata dal successivo articolo 9 per tutte le imposte dovute e per ciascun anno di imposta, nel limite complessivo di 30.000 euro di imponibile annuo.
L’art. 8 consente la definizione agevolata di debiti tributari maturati fino al 31 dicembre 2018 relativi alle imposte di consumo sui prodotti contenenti nicotina o succedanei del tabacco e sui prodotti liquidi da inalazione senza combustione. La definizione agevolata è ammessa con il versamento pari al 5 per cento degli importi dovuti, senza interessi e sanzioni.
L’art. 9 consente ai contribuenti di correggere errori od omissioni e integrare le dichiarazioni fiscali presentate entro il 31 ottobre 2017 con riferimento alle imposte sui redditi e relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, alle ritenute e contributi previdenziali, all’imposta regionale sulle attività produttive e all’IVA. La base imponibile di tali tributi può essere integrata entro il 30% di quanto già dichiarato e per un importo non superiore a 100.000 euro. Al maggior imponibile integrato, per ciascun anno di imposta, viene applicata, senza sanzioni e oneri accessori, un’aliquota pari al 20 per cento con riferimento alle imposte sui redditi e relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, alle ritenute e ai contributi previdenziali e all’imposta regionale sulle attività produttive. Si applica invece l’aliquota media con riferimento all’IVA.
L’art. 10 prevede che, per il primo semestre del periodo d’imposta 2019, non siano applicate al contribuente le sanzioni previste qualora emetta la fattura elettronica oltre il termine stabilito ma, comunque, nei termini per far concorrere l’imposta ivi indicata alla liquidazione di periodo.
L’art. 11 introduce una norma di valenza generale che consente, a decorrere dal 1° luglio 2019, l’emissione delle fatture entro 10 giorni dall’effettuazione delle operazioni. La norma non incide sulla disciplina dell’esigibilità dell’imposta e la conseguente liquidazione.
L’art. 12 modifica i termini di annotazione delle fatture emesse.
L’art. 13 abroga l’obbligo di numerazione progressiva delle fatture nella registrazione degli acquisti.
L’art. 14 integra la disciplina sulle dichiarazioni e i versamenti periodici IVA con la possibilità di detrarre l’imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
L’art. 15 reca una disposizione di coordinamento tra la normativa italiana che disciplina la fatturazione elettronica e la decisione di esecuzione del Consiglio Europeo del 16 aprile 2018 che ha autorizzato l’Italia a disporre l’uso delle fatture elettroniche.
L’art. 16 reca alcune modifiche alla disciplina del processo tributario volte a estendere le possibilità di trasmissione telematica delle comunicazioni e notificazioni, agevolare le procedure in materia di certificazione di conformità e rendere possibile la partecipazione a distanza delle parti all’udienza pubblica.
L’art. 17 rende obbligatoria la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ai corrispettivi.
L’art. 18 dispone il rinvio al 1° gennaio 2020 del termine di decorrenza della lotteria nazionale dei corrispettivi, precedentemente fissato al 1° gennaio 2018.
L’art. 19 detta i criteri per determinare, attraverso la fissazione di appositi consumi specifici convenzionali, la quantità di prodotto energetico necessaria a produrre una data quantità di elettricità, con l’obiettivo di definire il riferimento giuridico necessario per la tassazione dei combustibili impiegati negli impianti di cogenerazione, al momento rimesso alla normativa secondaria.
L’art. 20 modifica la disciplina dell’istituto del “gruppo IVA” – cioè un unico soggetto passivo costituito da più giuridicamente indipendenti ma strettamente vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi – in modo da ricomprendere nel campo di applicazione i gruppi bancari cooperativi.
L’art. 21 autorizza il trasferimento di risorse a Rete ferroviaria italiana per il finanziamento del contratto di programma – parte servizi 2016-2021 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Rete ferroviaria italiana Spa e del contratto di programma – parte investimenti 2017 – 2021 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Rete ferroviaria italiana Spa.
L’art. 22 assegna al Fondo di garanzia per le PMI 735 milioni di euro per l’anno 2018.
L’art.23, oltre ad aumentare la dotazione finanziaria relativa alle agevolazioni per interventi per la ristrutturazione dell’autotrasporto, incrementa le risorse del Fondo per il finanziamento degli interventi di adeguamento dei porti da assegnare all’autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale.
L’art. 24 reca il rifinanziamento del Fondo per le missioni internazionali di pace per 130 milioni di euro per il 2018 al fine di garantire la prosecuzione delle missioni per l’ultimo trimestre del 2018.
L’art. 25 reca disposizioni in materia di durata del trattamento straordinario di integrazione salariale.
L’art. 26 reca la quantificazione degli oneri derivanti dal decreto legge e la corrispondente copertura finanziaria.
Agli oneri finanziari si provvede in parte mediante la riduzione delle dotazioni di alcuni Ministeri, le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative irrogate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’utilizzo di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2, l’utilizzo di parte del contributo annuale per l’esecuzione dello statuto delle Nazioni Unite, l’utilizzo delle somme per l’affitto del termovalorizzatore di Acerra, la riduzione dello stanziamento di un fondo speciale di parte corrente del MEF, l’utilizzo di quota parte delle maggiori entrate e delle minori spese derivanti dal decreto, l’utilizzo delle somme derivanti dal riaccertamento straordinario dei residui, la riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione – programmazione 2014-2020, la riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili