Split Payment

Lo Split Payment o scissione dei pagamenti è il nuovo meccanismo di liquidazione dell’IVA introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge numero 190/2014).

Lo Split Payment viene applicato nei rapporti tra imprese private e Pubblica Amministrazione, secondo il classico meccanismo dei “pagamenti divisi”.

Per capirne il funzionamento è necessario dividere l’operazione in 2 momenti distinti:

1) la PA versa l’importo della fattura al netto dell’imposta (IVA) al fornitore privato,
2) la stessa PA, verserà la parte di IVA dovuta sulla fattura allo Stato.

Pertanto i fornitori della PA devono emettere le fatture indicando l’imposta e riportando l’annotazione “separazione dei pagamenti”, in tale modo l’IVA, in deroga alle ordinarie regole di riscossione, non viene corrisposta dall’ente destinatario della fattura ai loro fornitori (ai quali è erogato unicamente l’imponibile), ma direttamente all’Erario.

Mentre fino ad 30 giugno 2017, il meccanismo dello Split Payment trovava applicazione solo nei confronti dei seguenti soggetti:
– lo Stato;
– gli organi dello Stato anche se dotati di personalità giuridica;
– gli enti pubblici territoriali;
– i consorzi costituiti tra enti pubblici ai sensi dell’art. 31, D.Lgs. n. 267/2000;
– gli istituti universitari;
– le aziende sanitarie locali;
– gli enti ospedalieri;
– gli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
– gli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza;
– le CCIAA,
dal 01 luglio 2017 la platea dei destinatari dello stesso si estende in maniera significativa. L’estensione in parola riguarda tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione, le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto, le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali, le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.