Agevolazioni per l’imprenditoria femminile

Il Fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile (istituito dall’articolo 1, comma 97 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178) ha previsto contributi a fondo perduto fino all’80% della spesa in caso di nuove imprese, contributi del 50% e finanziamento agevolato per le altre.

La dote complessiva

Il decreto interministeriale del 30 settembre 2021, pubblicato il 14 dicembre 2021, porta una dote di soli 40 milioni di euro, ma il ministero dello Sviluppo economico ha già reso noto attraverso il proprio sito internet che il fondo, oltre a questa dotazione iniziale di 40 milioni, potrà contare su risorse aggiuntive provenienti dal Pnrr per 400 milioni di euro, destinate proprio all’imprenditoria femminile. Anzi, «il progetto costituisce un intervento cardine inserito tra le linee di intervento del ministero dello Sviluppo economico nel Piano nazionale di ripresa e resilienza nell’ambito della missione “Inclusione e coesione”».

Gli interventi del fondo sono suddivisi in tre linee di azione, di cui quelli di particolare interesse per le imprese sono divisi in due tipologie: una concede incentivi alle imprese che devono nascere o che hanno solo fino a 12 mesi, mentre l’altra raggruppa le imprese che hanno un’anzianità maggiore.

Nascita e sviluppo

La prima linea è riservata agli incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili. Possono accedere a questa misura e beneficiare delle agevolazioni le imprese femminili con sede legale e operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, costituite da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda. Possono presentare domanda anche le persone fisiche che intendono costituire una impresa femminile o che intendono avviare un’attività professionale.

Per i programmi che prevedono spese ammissibili non superiori a 100mila euro, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’80% delle spese ammissibili e comunque per un importo massimo del contributo pari a 50mila euro. Per le donne in stato di disoccupazione che avviano un’impresa individuale o un’attività di lavoro autonomo, la percentuale massima di copertura delle spese ammissibili è elevata al 90%, fermo restando il limite di importo del contributo di 50 mila euro.

Per i programmi che prevedono spese ammissibili superiori a 100mila euro e fino a 250mila euro, le agevolazioni sono concesse fino a copertura del 50% delle spese ammissibili. Sono ammesse le spese relative a immobilizzazioni materiali, con particolare riferimento a impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, immobilizzazioni immateriali, servizi in cloud funzionali personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato, capitale circolante nel limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili.

Sviluppo e consolidamento

La seconda linea prevede incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili con sede legale e operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, costituite da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione. I progetti devono essere realizzati entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni, controfirmato dall’impresa femminile beneficiaria. Il soggetto gestore può autorizzare una proroga non superiore a sei mesi.

Il progetto deve prevedere spese ammissibili non superiori a 400mila euro. Le agevolazioni sono concesse in modalità diversa, a seconda che l’impresa abbia più o meno di 36 mesi. Alle imprese femminili costituite da almeno dodici mesi e da non più di trentasei mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, le agevolazioni sono concesse per il 50% dell’ammontare complessivo in forma di contributo a fondo perduto e, per il restante 50%, in forma di finanziamento agevolato a un tasso pari a zero, fino a copertura dell’80% delle spese ammissibili.

Alle imprese femminili costituite da oltre trentasei mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, ferma restando la copertura del 80% delle spese ammissibili, l’articolazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato si applica alle sole spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante sono agevolate nella forma del contributo fondo perduto.

I finanziamenti agevolati hanno una durata massima di otto anni e sono a «tasso zero». Le spese ammissibili sono le stesse delle imprese neocostituite. Nel caso di imprese costituite da più di trentasei mesi alla data di presentazione della domanda, il capitale circolante è ammesso nel limite del 25% delle medesime spese complessivamente ammissibili.

Procedure di accesso

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.

Per questo, pur in attesa del decreto del Mise che dia il via alla presentazione delle domande, è opportuno che i soggetti interessati si attivino per iniziare a predisporre i progetti.

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